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CRONACA - REGIONALE
data articolo11 gennaio 2017

Ancona, arrestato il capo di un'organizzazione criminale coinvolta nell'immigrazione clandestina

Ancona, arrestato il capo di un'organizzazione criminale coinvolta nell'immigrazione clandestina

L'organizzazione dietro il pagamento di compensi consentiva l'accesso illegale in alcuni Paesi europei transitando sulla «rotta balcanica».Richiesto all'arrivo il diritto d'asilo.

Ancona, arrestato il capo di un'organizzazione criminale coinvolta nell'immigrazione clandestina
ANCONA - Si è appena conclusa un'operazione transnazionale che ha visto collaborare la Polizia di Ancona con la Polizia federale tedesca, il coordinamento della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e la Procura della Repubblica di Hof-Baviera.Arrestati due pakistani, uno ritenuto il capo di un'organizzazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.L’organizzazione introduceva illegalmente in Germania e in Francia decine di connazionali in cambio del pagamento di somme tra i 3.000 e gli 8.500 euro transitando dalla Turchia-Grecia-Macedonia-Serbia-Austria-Ungheria, fino in Francia, passando anche per l'Italia; i clandestini giunti a destinazione richiedevano asilo politico.L'uomo -  Mekmood Muhammad -è stato arrestato a Macerata,mentre l'altro è stato fermato in Germania, come anche altri due connazionali; altri due fermati a Senigallia. L'immigrazione clandestina che si sviluppa lungo la «rotta balcanica» ha condotto in Italia illegalmente poco meno di un centinaio di pakistani.Una volta arrivati, in base alla Convenzione di Dublino, è stato chiesto il diritto d'asilo.

I cittadini extracomunitari in fuga dai Paesi di origine possono infatti fare domanda solo nel primo Paese membro dell'Ue in cui arrivano.La Convenzione di Dublino del 1990 intende così gestire i flussi migratori e un'eventuale doppia richiesta comporterebbe il rinvio al Paese di approdo.È possibile rilevare la doppia domanda grazie a un database - Eurodac - in cui vengono inseriti i dati del profugo e le impronte digitali, così da consentire un controllo incrociato.I candidati che possono fare domanda sono coloro che fuggono dai Paesi di origine a causa delle guerre o perchè perseguitati per motivi di natura politica o religiosa; non possono fare domanda coloro che hanno commesso un crimine contro la pace, un crimine di guerra o contro l'umanità,un crimine grave di diritto comune al di fuori del paese di accoglimento e prima di esservi ammesso in qualità di rifugiato; chi si sia reso colpevole di azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Oggi si creano situazioni di congestionamento nei Paesi di arrivo come Italia e Ungheria a causa di una regola che apre le porte a un nuovo dibattito: l'obbligo di registrarsi nel Paese di arrivo, dove il profugo è costretto a chiedere lo status di rifugiato e a rimanere nonostante il desiderio di proseguire verso altri stati, come Germania, Svezia, Regno Unito.Da un lato si genera il problema della gestione e dello smistamento dei migranti che devono essere trattenuti e ospitati; dall'altro il paradosso dei migranti che vorrebbero raggiungere altri Paesi e che invece rimangono bloccati.
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