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CRONACA - REGIONALE
data articolo06 febbraio 2017

Uccide il nonno, riconosciuta infermità mentale

Uccide il nonno, riconosciuta infermità mentale

Muore a causa delle coltellate e martellate inferte dal nipote, convinto che il nonno ostacolasse le sue richieste economiche

Uccide il nonno, riconosciuta infermità mentale
ANCONA - Condannato a 14 anni di carcere con l'accusa di omicidio volontario del nonno, secondo la sentenza del Gup di Ancona commesso con crudeltà ma con l'attenuante della seminfermità mentale. Mattia Morganti, 32 anni, l'11 novembre 2015 tentò di uccidere Giuseppe Manoni, 74 anni, con coltellate e martellate presso Corinaldo. Secondo la ricostruzione l'omicidio avrebbe preso forma nella mente dell'uomo, affetto da disturbi di tipo paranoide, perchè convinto che il nonno ostacolasse le sue richieste economiche anche nei confronti del resto della famiglia.Manoni rimase in coma fino alla primavera dell'anno seguente, con ferite che andavano dalla testa al resto del corpo.Nel maggio successivo, nonostante una breve ripresa, un'emorragia mise fine alle sofferenze.Manoni muore il 26 maggio 2016.
Inizialmente venne riconosciuta dalla perizia la completa infermità del nipote, ma l'esito era stato parzialmente influenzato da un'altra relazione chiesta dal pm, che avevo richiesto una condanna all'ergastolo.

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